L’Ateneo sta discutendo un nuovo sistema di tassazione, il cosiddetto bonus-malus: verrebbero dati sconti e multe fino a 200 € agli studenti in base al loro “coefficiente di merito”. Il 30% degli studenti riceverebbe le multe, circa il 10% gli sconti, una manovra che frutterebbe 1.8 milioni di euro alle casse dell’Università. In sostanza un aumento delle tasse per un terzo degli studenti su cui verrebbero scaricati i tagli del governo. Le tasse dell’Università di Padova sono già tra le più alte d’Italia. Non devono pagare gli studenti!
L’ateneo non prevede alcuna tutela per tutti gli studenti che ogni giorno lavorano con contratti precari o in nero.
Questa mattina presso Palazzo del Bo, sede centrale dell’Università di Padova, era in programma l’incontro dal titolo “ La valutazione come requisito per aumentare efficienza ed efficacia”, in cui sarebbe stato presentato il rapporto annuale 2008 sull’Università di Padova. La tavola rotonda, organizzata dal Nucleo di Valutazione dell'ateneo patavino, organo chiamato a valutare la “produttività” della nostra università, sia dal punto di vista gestionale, sia dal punto di vista della didattica, vedeva fra gli invitati esponenti di spicco di Confindustria e Confcommercio, nonché il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Padova.
Questa mattina una nuova onda è tornata a riempire gli spazi vuoti e cupi di Palazzo del Bo, sede centrale dell'ateneo e del rettorato. Gli studenti si erano dati appuntamento alle 11:00 per un'assemblea d'ateneo in cui continuare a discutere del nuovo DDL Gelmini e per decidere come organizzarsi e come rilanciare una mobilitazione che abbia come unico obiettivo possibile il blocco immediato della riforma!
Circa 200 studenti si sono ritrovati nel cortile nuovo del palazzo e fin da subito è stato chiaro ed evidente il comportamento del rettorato e delle istituzioni accademiche: portoni chiusi, quasi a voler nascondere alla cittadinanza la grande assemblea che si stava svolgendo. Dopo pochi interventi il desiderio di riprendere la parola è stato fin da subito incontenibile, e l'assemblea ha deciso che quello spazio non gli bastava più, e che bisognasse comunicare al di fuori delle mura dell'università gli effetti devastanti della riforma presentata dalla poco meritevole Gelmini.
A due settimane dall'inizio delle lezioni, il corso di Laurea triennale in Geografia dei Processi Territoriali dell’Università di Padova, è stato soppresso per il mancato raggiungimento dei criteri ministeriali (situazione che si è verificata anche negli anni precedenti).
La comunicazione è stata data in maniera estemporanea dal preside agli studenti nel corso di una lezione martedì mattina.
La spiegazione data dalle istituzioni accademiche è stata che quest’anno per la prima volta secondo le direttive ministeriali non sarebbe più possibile (come invece accaduto negli anni precedenti) applicare una deroga e far ugualmente partire il corso, nonostante il numero degli iscritti inferiore ai requisiti minimi.
Questa sera l'onda anomala è stata sgomberata dalla facoltà di Scienze Politiche.
L'occupazione del palazzo "Ca Borin" è iniziata attorno alle 19. Un folto gruppo di studenti è entrato con l'intenzione di tenere quello spazio aperto oltre l'orario di chiusura. L'iniziativa politica che è nata questo stesso pomeriggio dall'assemblea dell'Onda, mirava ad allargare la mobilitazione in vista del corteo antirazzista previsto per questo sabato.